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Cripta di San Felice

25/02/2017
15:30
Piazza Botta 9
Piazza Botta 9, Pavia
 

Il Sistema Museale di Ateneo svela alla città i tesori dell'Università di Pavia con due incontri di grande suggestione. Sabato 25 febbraio e sabato 1 aprile 2017 saranno aperti al pubblico due edifici storici, oggi sede di strutture accademiche, che celano al loro interno preziosi scrigni di storia e arte. A cura del Museo di Storia Naturale, che insieme ad altri musei e collezioni fa parte del Sistema Museale di Ateneo, saranno proposte due visite guidate rivolte alla cittadinanza. Sabato 25 febbraio è in calendario l'accesso all'ex convento di San Felice, attualmente sede del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali e del Dipartimento di Studi Umanistici. Il complesso, sito nell'area compresa tra via San Felice e Palazzo Botta, riproduce una importante pagina dell'architettura religiosa di epoca medievale, giunta fino a noi attraverso le modifiche apportate alla fine del Settecento per adeguare la struttura ad orfanotrofio. Di notevole rilievo è la chiesa che nel corso dei secoli ha subito numerose trasformazioni, mantenendo intatta la cripta e le splendide tombe alto-medievali, a ricordare la vita del convento animata da valenti badesse. Dell'antico monastero oggi rimangono visibili anche testimonianze pittoriche di epoche diverse, collocate nell'antico refettorio, nella chiesa e nella Cappella della Madonna. Sabato 1 aprile è in programma la visita all'ex monastero di San Tommaso, un grandioso complesso architettonico situato tra piazza del Lino e corso Mazzini, oggi sede del Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università. Si tratta di un trecentesco convento domenicano, saldato a sud alla chiesa tardo-gotica deprivata della navata destra e interessato da modifiche successive che lo trasformarono in Seminario Generale prima e Caserma poi. All'interno, la preziosa Cappella Bottigella, luogo di fervido culto per la presenza delle spoglie della beata Sibillina Biscossi e sede privilegiata delle committenze artistiche della famiglia pavese. L'ambiente, ancora oggi splendidamente affrescato, ospitò per secoli la pala di Vincenzo Foppa, capolavoro del Rinascimento lombardo, attualmente esposta ai Musei Civici di Pavia. L'appuntamento con l'iniziativa del Sistema Museale di Ateneo è per sabato 25 febbraio alle ore 15.30 in via San Felice 5 e per sabato 1 aprile alla ore 15.30 in piazza del Lino 2. Le visite guidate sono a pagamento. Biglietto intero euro 5,00 (euro 3,00 6-13 anni). Non è necessario prenotare. Per informazioni, 0382 986308 o museo@unipv.it.

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Pomeriggi di Bosco

dal 03/03/2017  al 26/05/2017
 

L'Associazione Amici dei Boschi onlus, grazie al sostegno di Pavia Partecipa - Bilancio Partecipativo, da venerdì 3 marzo apre le porte del Bosco Grande per accogliere bambini, famiglie e visitatori di tutte le età: ogni venerdì fino al 26 maggio, dalle 14.30 alle 17.30 (esclusi i giorni di vacanze scolastiche), la Cascina sarà a disposizione per trascorrere il pomeriggio in libertà nella natura, accudendo gli animali, giocando nella sabbiaia o facendo una passeggiata nel bosco. L'attività è ad ingresso libero e non prevede prenotazione: gli operatori dell'Associazione Amici dei Boschi saranno a disposizione dei partecipanti per proporre attività o offrire assistenza e una buona merenda a tutti.

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ARTE INMUSICA - Teatri, palazzi, musei: dove la musica si sente e si vede

dal 04/03/2017  al 02/04/2017
Via Leonardo Da Vinci, 27
Via Leonardo Da Vinci, 27, Broni
 

Arte in Musica è un progetto finanziato da Regione Lombardia, presentato da un'ampia rete di attrattori del comparto turistico e culturale delle città di Pavia e di Cremona. Attraverso una serie di iniziative e attività culturali si intende valorizzare il nostro patrimonio lirico e artistico e creare un "museo diffuso" che colleghi i teatri, i Palazzi nobili e i musei presenti nel territorio di Pavia e provincia e della città di Cremona. Musica, arte e nobiltà sono il filo conduttore di questo percorso che viaggia attraverso i luoghi, i suoni e la storia della lirica. Di seguito un calendario eventi che ha l'intento di segnalarvi tutti gli appuntamenti riguardanti la lirica (e non solo) presenti nel territorio tra Pavia e Cremona. Calendario Eventi Marzo 2017 PAVIA SABATO 4 MARZO - ORE 21.00 DOMENICA 5 MARZO - ORE 15.30 (Teatro Per Noi - Ingresso gratuito per gli over 65) Cin-Ci-Là Operetta di Carlo Lombardo; musica di Virgilio Ranzato, adattamento di Corrado Abbati Dove: Teatro Fraschini di Pavia - C.so Strada Nuova, 136 Per Informazioni: biglietteria@teatrofraschini.org ; 0382 371214; www.teatrofraschini.it SABATO 11 MARZO - ORE 21.15 Elisir d'Amore Opera lirica di Gaetano Donizetti , su libretto di Felice Romani Dove: Teatro Carbonetti di Broni - Via Leonardo Da Vinci, 27 Per Informazioni: info@teatrocarbonetti.it; 0385 54691; www.teatrocarbonetti.it CREMONA SABATO 11 MARZO - ORE 21.00 Il Barbiere di Siviglia Opera sul libretto di Cesare Sterbini; tratto dalla commedia omonima di Beaumarchais Dove: Teatro Sociale di Soresina - Via Giuseppe Verdi, 23 Per Informazioni: info@teatrosoresina.it; 0374 340454; www.teatrosoresina.it DAL 12 MARZO AL 2 APRILE - OGNI DOMENICA ORE 11.00 L'Accademia Stauffer in Concerto Quattro concerti con gli allievi dell'Accademia Walter Stauffer Dove: Museo del Violino di Cremona - Piazza Marconi, 5 Per Informazioni: info@museodelviolino.org; 0372 801801; www.museodelviolino.org

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Ligabue
  Mostra

dal 17/03/2017  al 18/06/2017
 

Dal 17 marzo al 18 giugno 2017, alle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia un'antologica ripercorre la vicenda umana e creativa di Antonio Ligabue, uno degli autori più geniali e originali del Novecento italiano.La mostra, curata da Sandro Parmiggiani e Sergio Negri in collaborazione con Simona Bartolena, prodotta e organizzata da ViDi, in collaborazione con il Comune di Pavia e con la Fondazione Antonio Ligabue di Gualtieri (RE), propone oltre cinquanta opere, tra dipinti, sculture, disegni e incisioni di Ligabue.Il percorso espositivo si snoda tra i due poli principali entro i quali si sviluppa il suo universo creativo: gli animali, selvaggi e domestici, e i ritratti di sé. Tra gli animali abitatori delle foreste e delle savane si trovano alcuni dei maggiori capolavori dell'artista, come Leopardo che assale un cigno o Tigre reale, realizzato nel 1941 quando Ligabue era ricoverato nell'Ospedale psichiatrico San Lazzaro di Reggio Emilia; tra quelli delle campagne, la Lepre nel paesaggio, un grande dipinto presentato per la prima volta in una mostra; c'è poi l'impressionante galleria di autoritratti, come i dolenti Autoritratto con berretto da motociclista del 1954-55 e Autoritratto del 1957. Non mancano altri straordinari dipinti, dai paesaggi bucolici, alle Carrozze con postiglione, ad alcune versioni delle Lotta di galli, ad Aquila con volpe della fine degli anni Quaranta, alla Caccia al cinghiale, alla Vedova nera con volatile e alla Testa di tigre della metà degli anni Cinquanta, fino alla Crocifissione. Ligabue rappresenta sia animali domestici, colti in un'atmosfera agreste, inseriti in paesaggi in cui giustappone le terre piatte della Bassa reggiana, dove visse dal 1919 alla morte nel 1965, e i castelli, le chiese, le guglie, e le case con le bandiere al vento sui tetti ripidi, della natia Svizzera, sia gli animali della foresta e del bosco - tigri, leoni, leopardi, gorilla, volpi, aquile - di cui conosceva molto bene l'anatomia, spesso colti nel momento in cui stanno per piombare sulla preda, con un'esasperazione di stampo espressionista, sia nella forma sia nel colore, e con un'attenzione quasi spasmodica per la reiterazione di elementi decorativi. Gli autoritratti costituiscono un filone di altissima e amarissima poesia nell'arte di Ligabue. In essi, il pittore si colloca in primo piano, quasi a occupare tutto lo spazio della scena, sullo sfondo di un paesaggio che pare quasi sempre, salvo rare eccezioni, un dettaglio del tutto ininfluente. I suoi ritratti di sé compendiano una perenne e costante condizione umana di angoscia, di desolazione e di smarrimento, un lento cammino verso l'esito finale; il suo volto esprime dolore, fatica, sgomento, male di vivere; ogni relazione con il mondo pare essere stata per sempre recisa, quasi che l'artista potesse ormai solo raccontare, per un'ultima volta, la tragedia di un volto e di uno sguardo, che non si cura di vedere le cose intorno a sé, ma che chiede, almeno per una volta, di essere guardato. "Questi autoritratti - afferma Sandro Parmiggiani, curatore della mostra - dicono tutta la sofferenza dell'artista; ne sentiamo quasi il muto grido nel silenzio della natura e nella sordità delle persone che lo circondano. Quando perduta è ogni speranza, ormai fattasi cenere, il volto non può che avere questo colore scuro, fangoso, questa sorta di pietrificazione dei tratti che il dolore ha recato con sé e vi ha impresso".La rassegna costituisce un ulteriore capitolo, dopo le rassegne di Gualtieri (2015), di Palermo e di Roma (2016), per riportare il lavoro di Ligabue a una corretta valutazione critica e storica: un'occasione per riaffermare, al di là delle fuorvianti definizioni di naïf o di artista segnato dalla follia, il fascino di questo "espressionista tragico" di valore europeo, che fonde esasperazione visionaria e gusto decorativo."L'opera di Ligabue - ricorda ancora Sandro Parmiggiani - ha finito per essere in parte oscurata dal 'racconto' della sua vita, assolutamente eccezionale nella tragicità e nella sofferenza. Tuttavia, se la tormentata esistenza dell'artista ha contribuito, almeno all'inizio e per un certo periodo, a gettare un'aura di leggenda sull'opera, alla fine questa sorta di fardello dell'uomo Ligabue ha ripreso il sopravvento: le ragioni dell'esperienza esistenziale sono sembrate inesorabilmente prevalenti rispetto a quelle artistiche. Ci si è dunque proposti di fare il percorso inverso: non dalla vita all'opera, ma dall'opera alla vita".Accompagna l'esposizione un catalogo Skira, con testi di Sandro Parmiggiani, Sergio Negri, Giuseppe Amadei, Simona Bartolena, Luciano Manicardi, Sergio Terzi.Per tutta la durata della rassegna, è in programma una serie di attività didattiche, incontri e visite guidate gratuite per bambini e adulti.Una mostra "family friendly", con un angolo per l'allattamento per le mamme, una sala didattica con accesso libero per le famiglie, un percorso creato ad hoc per i bambini, un kit didattico in omaggio da ritirare in biglietteria appositamente creato per la visita dei più piccoli. Inoltre, all'interno delle Scuderie, un'opera ad "altezza bambino" attenderà i giovani visitatori per un'esperienza immersiva a loro dedicata. SCHEDA TECNICATitoloANTONIO LIGABUEDate17 marzo - 18 giugno 2017SedeScuderie del Castello VisconteoViale XI Febbraio, 35 - 27100 PaviaA cura diSandro ParmiggianiSergio Negriin collaborazione con Simona BartolenaUn progettoViDiFondazione Antonio Ligabue, GualtieriIn collaborazione conComune di PaviaPartnerLiving DivaniMiyagiOsteria alle Carceri, PaviaCatalogoSkiraOrariDal martedì al venerdì: 10.00-13.00/14.00-18.00Sabato, domenica e festivi: 10.00 - 20.00(La biglietteria chiude un'ora prima)BigliettiIntero: 12,00 euroRidotto: 10,00 euroAudioguida inclusa nel prezzoScuole: 5,00 euroInformazioni e prenotazioniwww.scuderiepavia.com info@scuderiepavia.com | Tel: +39 0382 33676www.vivipavia.it Uffici stampaCLP Relazioni Pubbliche, tel. 02 36 755 700Anna Defrancesco anna.defrancesco@clponline.it Associazione Pavia Città Internazionale dei SaperiChiara Argenteri, tel. 0382 399424 | Cell. 338.1071862chiara.argenteri@comune.pv.it Ufficio stampa catalogo SkiraLucia Crespi, tel. 02 89415532; 02 89401645lucia@luciacrespi.it ..

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UpsidedownTown personale di Gianluca Rona
  Mostra

dal 18/03/2017  al 02/04/2017
 

Inaugura la mostra UpsidedownTown, personale del giovane fotografo pavese Gianluca Rona (classe 1983). L'esposizione è organizzata dal Settore Cultura del Comune di Pavia, e presenta un'accurata selezione di scatti realizzati dall'artista durante i suoi soggiorni nelle metropoli di New York e Hong Kong. Dall'America all'Asia, vedute metropolitane, panoramiche e dettagli di due grandi centri e icone del mondo occidentale e orientale: New York e Hong Kong rivivono negli scatti del fotografo Gianluca Rona, virtuoso sperimentatore di tecniche e poetiche. UpsidedownTown è il risultato di un progetto cominciato nel 2015, quando Rona si trasferisce per un lungo periodo a New York, come corrispondente di stampa estera. Il giovane fotografo si lascia catturare dalla grande mela e sceglie di darne una visione alternativa, trasfigurata attraverso elaborazioni dal sapore fortemente grafico. Nasce così la serie UpsidedownTown – di cui verrà anche pubblicato un libro – che si arricchisce nel 2016 con le immagini scattate a Hong Kong. Si tratta di fotografie che creano un forte spiazzamento visivo nello spettatore, sospendono, neutralizzano e invertono i rapporti, destabilizzandone la visione. Sono vere e proprie composizioni grafico-pittoriche in cui i colori sono spesso monocromi, e alternano le luminose luci del giorno a quelle più crepuscolari o notturne. Il modulo stilistico che attraversa gran parte delle immagini è quello del rispecchiamento: la fotografia iniziale viene replicata su uno dei lati, orizzontale o verticale, ma non secondo le regole ottiche che duplicano l'immagine nello stesso senso, ma in modo arbitrario, invertendo i lati delle stesse. Si tratta dunque di un finto rispecchiamento che, alterando l'"effetto specchio", destabilizza la visione dello spettatore. Le vedute metropolitane sono inoltre il risultato di esposizioni multiple che trasformano il realismo della ripresa fotografica in visioni grafico-geometriche, dove forme e colori sono trasformati in campi tonali senza sfumature. Biografia: Gianluca Rona, è nato a Pavia nel settembre del 1983, il suo interesse per la fotografia si manifesta fin da bambino quando riceve in regalo la sua prima macchina fotografica all'etá di 8 anni. All'inizio, come è normale che sia, il mezzo fotografico è un gioco, anche se pian piano si fa strada l'aspetto che più lo lega alla fotografia, ovvero quella strana sensazione che gli fa credere di riuscire a fermare il tempo, quel tempo che gli sembra scorrere in maniera forsennata. Arrivato all'adolescenza nel tentativo costante di esplorare il mondo attraverso un proprio percorso artistico lascia da parte, momentaneamente, la fotografia per avvicinarsi alla musica attraverso il suono di un clarinetto. La passione per la fotografia riesplode dentro di lui all'inizio della carriera universitaria presso la facoltá di ingegneria elettronica dell'Università di Pavia, sta per cominciare la grande rivoluzione del digitale e da quel momento la fotografia forma parte integrante della sua vita. Dopo, una piccola personale dal titolo "The Butterfly Effect", panoramica della vita di una farfalla, nel 2008 si trasferisce a Madrid dove rimane per un paio di anni ed insieme ad altri giovani amanti dell'arte fotografica da vita ad un laboratorio analogico/digitale chiamato "Ojos de Pez" all'interno del più importante centro sociale della capitale spagnola, che oltre alle uscite sul "campo", ha come obiettivo un dialogo costante tra i vari membri del collettivo riguardo il mondo che ci circonda e il modo più efficace di raccontarlo attraverso delle immagini. Ritornato in Italia nel 2010 inizia a collaborare con l'agenzia "Italy Photo Press" con sede a Milano, occupandosi prevalentemente di fotografia sportiva e di spettacolo ricoprendo eventi di grande importanza. Pubblica le sue immagini su quotidiani e riviste di tutto il mondo. Nell'ottobre del 2015 si trasferisce per alcuni mesi a New York City come corrispondente di stampa estera.?Influenzato dall'atmosfera della cittá si riavvicina al mondo della fotografia artistica, la serie fotografica "UpsidedownTown" realizzata nella grande mela, sfocerà nella pubblicazione del suo primo libro dall'omonimo titolo. Negli ultimi 2 anni alterna il suo lavoro tra l'Italia e NYC, a fine 2016 soggiorna per un breve periodo ad Hong Kong dove continua con il suo progetto fotografico adattandolo al contesto della capitale asiatica. Orari: giovedì e venerdì ore 16-19, sabato e domenica 10.30-12.30 - 16-19 Ingresso libero

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Dettagli di moda alla corte  dei Visconti e degli Sforza
  Mostra

dal 19/03/2017  al 18/06/2017
 

Come si vestivano nel 1300 e nel 1400 gli abitanti e i frequentatori del Castello Visconteo di Pavia? Quali abiti, calzature e copricapi, quali accessori e tessuti indossavano i cavalieri e gli umanisti, le dame di corte e i castellani, i duchi e i loro ospiti illustri? Sono domande che sorgono spontanee percorrendo i loggiati e le immense sale del trecentesco castello. La mostra Haveria carissimo vedervi in questo habito – dettagli di moda alla corte dei Visconti e degli Sforza, che è organizzata dai Musei Civici del Castello Visconteo in collaborazione con l'Associazione di promozione sociale Decumano Est (che ha partecipato nell'ideazione e nell'allestimento), e rientra nelle iniziative di Cult City, prova a rispondere a queste domande, proponendo al visitatore un itinerario attraverso tre sezioni dei Musei Civici di Pavia: Bibliothec@ di corte, Pinacoteca Malaspina e Quadreria dell'Ottocento. Le tre sezioni museali corrispondono alle tre parti in cui è suddivisa la mostra: Tesori raccoglie, nell'antica sala che ospitò per più di un secolo la ricchissima Biblioteca visconteo-sforzesca, una minuscola scarpetta ritrovata durante i lavori di ristrutturazione del Castello, preziosa per la rarità del reperto, molto ben conservato, e insieme, alcuni pezzi notevoli come un tessuto con il celebre emblema del biscione visconteo, miniature francesi e un esempio dei Tarocchi cosiddetti del Mantegna. Fonti presenta dettagli di moda come le pale d'altare, i dipinti, gli affreschi della Pinacoteca Malaspina e, oltre le opere della collezione permanente, esemplari di pregio come una copia quattrocentesca delle Cronache di Norimberga. Visioni illustra, nella Quadreria dell'Ottocento, come i miti, le vicende, i protagonisti della storia milanese e pavese rivivano attraverso il recupero romantico, intriso di implicazioni risorgimentali. Pittori come Hayez, Faruffini, Massacra si misurano con il passato medievale e rinascimentale e ricostruiscono l'apparenza di un mondo fatto di architetture, gesti, fogge di abiti e accessori. La messa in scena richiede una regia efficace e un'attenta resa dei costumi, attraverso un linguaggio, che migra anche sulle pagine dei libri, nelle illustrazioni di romanzi storici e fiabe, e che va ad arricchire il nostro immaginario. In occasione della mostra sono previste iniziative collaterali, quali itinerari guidati, conferenze e visite guidate gratuite per le scolaresche, che si possono prenotare presso Decumano Est decumanoest@yahoo.it tel. 3480624218. Orari: da martedì a domenica 10 – 17.50 Per info: tel. 0382.399770 www.museicivici.pavia.it

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Miguel Llobet: chitarrista deell'impressionismo

dal 06/04/2017  al 12/06/2017
vari
vari, Pavia
 

Rassegna concertistica incentrata sulla figura di Miguel Llobet (1878-1938), importante chitarrista-compositore catalano. La rassegna è organizzata dall'Associazione Laude Novella, il collegio Lorenzo Valla  ed il Liceo Musicale Cairoli. I concerti, con varie formazioni cameristiche,  ripercorreranno parte della produzione compositiva di Llobet o di autori che in qualche modo si rifanno alla sua poetica ed estetica musicale. Di seguito l'elenco degli appuntamenti: 06/04/2017 - ore 11.15 -  Conferenza, presso l'aula Tobia del liceo musicale Cairoli di Pavia, del M° Stefano Picciano autore di una monografia su Llobet. 07/04/2017 - ore 20.45 -  Aula Tobia del liceo musicale Cairoli - Concerto degli allievi delle classi di chitarra e pianoforte 12/04/2017 - ore 21.00 - S. Maria Gualtieri - Concerto del Lyra trio (chitarra, arpa e mandolino) - Viaggio in Europa nel novecento 20/04/2017 - ore 21.00 - Collegio Lorenzo Valla - Concerto  per duo Oboe e chitarra - Colors  02/05/2017 – ore 21.00 - Chiesa di S. Luca – Concerto del trio di chitarre Concordia C(h)ordis – Tra colto e popolare 11/06/2017 – ore 21.00 - Chiesa di S. Primo – Concerto per chitarra e orchestra con la Camerata de' Bardi e chitarra solista Diego Autelitano  Tutti gli eventi sono ad entrata libera.

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