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Guttuso. La forza delle cose
  Mostra

Dal 16/09/2016  Al 18/12/2016
 

La stagione espositiva autunnale delle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia si aprirà con una mostra dedicata ad uno dei più significativi rappresentanti dell'arte italiana contemporanea: Renato Guttuso. Dal 16 settembre al 18 dicembre 2016 le sale delle Scuderie ospiteranno "Guttuso. La forza delle cose". Il progetto, patrocinato dal MiBACT Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, è prodotto e organizzato da ViDi in collaborazione con il Comune di Pavia, l'Associazione Pavia Città Internazionale dei Saperi, gli Archivi Guttuso e curato da Fabio Carapezza Guttuso e Susanna Zatti. Le nature morte di Renato Guttuso costituiscono, dalla fine degli anni Trenta, una componente essenziale della sua produzione e un punto di riferimento per gli artisti della sua generazione. L'artista indaga ossessivamente una serie di oggetti che si animano nelle tele e che diventano i protagonisti indiscussi delle opere grazie alla straordinaria forza espressiva e alla potenza cromatica. L'esposizione – con oltre cinquanta opere provenienti da prestigiose sedi espositive tra le quali il MART Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, la Fondazione Magnani Rocca, i Civici Musei di Udine, il Museo Guttuso, la Fondazione Pellin e alcune importanti collezioni private – intende offrire al pubblico una prospettiva inedita e di grande fascino sul percorso artistico del maestro siciliano, studiando la forza delle cose rappresentata nelle opere. La carica travolgente delle nature morte di Guttuso è certamente una caratteristica distintiva della sua pittura. La mostra presenta una serie di capolavori che documentano, negli anni Quaranta, con Natura con drappo rosso (1942) l'impegno dell'artista a testimoniare la drammatica condizione esistenziale, imposta dalla dittatura e dalla tragedia della guerra, cui si contrappone, come una bandiera, il grande panno, rosso squillante; nel dopoguerra, con Finestra (1947) o Bottiglia e barattolo (1948), il crescente interesse verso la sintesi post-cubista picassiana, che ci rivela il profondo impegno dell'artista nel recupero della cultura artistica europea; per arrivare, negli anni sessanta, ad una nuova fase della pittura guttusiana, che rivela una dimensione più meditativa, derivante anche dalla elaborazione, nei suoi scritti, dei temi del realismo e dell'informale, visibile ne Il Cestello (1959), La Ciotola (1960) e Natura morta con fornello elettrico (1961). L'esposizione si conclude con una selezione di dipinti della fine degli anni Settanta-inizio anni Ottanta, periodo in cui la continua ricerca del reale di Guttuso si accentua per dare vita a celebri dipinti come Cimitero di macchine (1978), Teschio e cravatte, Bucranio, mandibola e pescecane (1984) che diventano metafore e allegorie del reale. Durante la sua carriera Renato Guttuso ha collaborato con importanti scrittori come Moravia e Vittorini, scultori come Manzù e Moore, poeti come Pasolini e Neruda, registi come De Sica e Visconti, musicisti come Nono e artisti come Picasso. Questi rapporti influenzeranno i suoi lavori e ispireranno non solo dipinti, ma anche illustrazioni per libri, scenografie teatrali, collaborazioni cinematografiche, sodalizi letterari e politici. Il percorso della mostra sarà arricchito da una serie di fotografie – in parte inedite – concesse dagli Archivi Guttuso, che permetteranno di approfondire la vita dell'artista, raccontandone abitudini, amicizie e curiosità. Approfondimenti video messi a disposizione da Rai Teche, permetteranno ai visitatori di avvicinarsi ulteriormente all'artista e alla sua opera, ascoltando la sua voce, vedendolo dipingere. Accompagna l'esposizione un catalogo edito da Skira che, oltre ai saggi dei curatori, vanta un contributo del Professor Antonello Negri. Per tutta la durata della mostra una serie di attività didattiche, incontri e visite guidate gratuite per bambini e adulti approfondiranno le opere e la vita di uno degli artisti più noti del Novecento italiano. ********************* Date: 16 settembre 2016 – 18 dicembre 2016 Sede: Scuderie del Castello Visconteo Viale XI Febbraio, 35 – 27100 Pavia A cura di Fabio Carapezza Guttuso e Susanna Zatti Con il patrocinio di MiBACT Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo Un progetto ViDi  e  Archivi Guttuso in collaborazione con Comune di Pavia, Associazione Pavia Città Internazionale dei Saperi, Lions Clubs International Distretto 108 Ib3 Italy, Lions Club Casteggio Oltrepò Partner, Hotel Moderno, Living Divani, Media partner, QN Il Giorno. Si ringrazia Rai Teche Catalogo Skira Orari: Dal lunedì al venerdì: 10.00-13.00/14.00-19.00 Sabato, domenica e festivi: 10.00-20.00 (La biglietteria chiude un'ora prima) Biglietti: - Intero: 12,00 euro - Ridotto: 10,00 euro - Ridotto studenti Università di Pavia: 9,00 euro (presentando la propria Ateneo Card o il documento d'iscrizione all'Università presso la biglietteria della mostra). - Audioguida inclusa nel prezzo - Scuole: 5,00 euro Informazioni e prenotazioni: www.scuderiepavia.com  - info@scuderiepavia.com , Tel: +39 0382 33676

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Premio Internazionale di Architettura Sacra VI edizione

04/10/2016
04/10/2016
12:00 - 20:00
piazza Borromeo
piazza Borromeo, Pavia
 

In occasione della festività di San Francesco d'Assisi, si svolgerà a Pavia la Giornata di premiazione per la VI edizione del Premio Internazionale di Architettura Sacra, un'occasione per riflettere sul dibattito contemporaneo intorno ai temi dell'architettura sacra e a quelli riguardanti le prospettive più avanzate: argomenti cari a Padre Costantino, fondatore del Premio, che fu artista proiettato al futuro e sempre in movimento verso il nuovo. Durante la Giornata, aperta gratuitamente al pubblico, si premieranno i primi tre progetti classificati, s'inaugurerà la mostra documentaria che racconta tutti gli 86 progetti partecipanti, e si potrà assistere alla Conversazione pavese del vincitore, l'architetto spagnolo Rafael Moneo. La Giornata si aprirà alle ore 12 nel cortile di Palazzo Broletto con l'inaugurazione della mostra documentaria 2016 – Premio Internazionale di Architettura Sacra – chiese partecipanti e indirizzi di progetto, che raccoglie tutti gli 86 progetti che hanno partecipato alla VI edizione del Premio, allestiti grazie a una struttura autoportante sotto il porticato, e visibili al pubblico fino all'11 ottobre. Per ciascun progetto sono presentate in mostra le immagini degli spazi esterni e degli spazi interni, e accanto si trovano i disegni tecnici, che illustrano con rigore scientifico la realizzazione delle diverse architetture, così da renderle comprensibili non solo agli addetti ai lavori, ma anche al grande pubblico. Nel percorso è esposta anche la maquette realizzata dal vincitore, lo spagnolo Rafael Moneo. Il modellino della Chiesa di Iesu, a San Sebastian, sarà successivamente donato alla Fondazione Frate Sole. La cerimonia ufficiale di premiazione, moderata dal celebre storico dell'architettura Francesco Dal Co, avrà inizio alle ore 15 nella Sala degli Affreschi del Collegio Borromeo di Pavia, con un momento istituzionale e gli interventi delle autorità cittadine. Seguirà l'assegnazione dei premi – alla presenza dell'architetto cileno Cristian Undurraga, vincitore, con la "Capilla del Retiro", della passata edizione del Premio – durante la quale ciascun finalista racconterà al pubblico il proprio progetto. Si comincerà con le menzioni speciali (la Cappella St. John the Baptist, realizzata nel quartiere berlinese di Johannisthal dallo studio tedesco di architettura Brückner & Brückner e la Cappella Saint John Baptist, ideata dall'architetto spagnolo Alejandro Beautell, a Tenerife, nelle Canarie) a cui verrà consegnata una targa realizzata dalla Fondazione Frate Sole. Si proseguirà con lo studio tedesco di architettura Schulz und Schulz, che si è aggiudicato il terzo posto con la nuova Chiesa St. Trinitatis, nella città di Lipsia (Germania), e che riceverà un contributo in denaro pari a 5.000 euro. Agli architetti Thu Huong Thi Vu e Tuan Dung Nguyen, secondi classificati con la Chiesa Nuova della Parrocchia di KaDon, a Don Duong, nella Provincia di Lam Dong, in Vietnam, saranno assegnati 10.000 euro. Rafael Moneo, primo classificato con la Chiesa di Iesu, a San Sebastian, verrà introdotto dallo storico dell’architettura Francesco Dal Co, e riceverà un contributo in denaro pari a 15.000 euro e l'ormai celebre "Cieldoro", ovvero la riproduzione in acciaio lucido di una scultura realizzata da Padre Costantino in occasione della prima edizione del Premio Internazionale di Architettura Sacra (1996). La cerimonia si concluderà alle ore 18 con la Conversazione pavese dal titolo L’architettura del museo: rapporto fra tradizione e contemporaneo, che vedrà dialogare il vincitore, Rafael Moneo, e Susanna Zatti, direttrice dei Musei Civici del Castello Visconteo di Pavia. Ben lontana da una lezione frontale, la Conversazione si proporrà piuttosto come un confronto informale intorno al tema dell'architettura contemporanea. Sollecitato da Susanna Zatti e dal pubblico, Rafael Moneo tratterà alcuni tra i molteplici spunti di argomentazione che la propria arte offre, stimolando così pensieri e riflessioni. Nella conversazione con Susanna Zatti – spiega Rafael Moneo – insisterò sul fatto che il museo non può ridursi a proposte tipologiche concrete e in questo modo accettare la diversità che accompagna sia le collezioni sia il territorio e il suo rilievo sulla città. Questa è l'esperienza che ho come architetto: Il Museo di Arte Romana di Mérida rivela il passato perduto di una città; il Museo Davis di Wellesley bisogna vederlo come il 'tesoro' depositato in esso dalle studentesse; la fondazione Pilar e Joan Miro a Palma de Maiorca corrisponde precisamente all'opera di un artista; il museo Tyssen-Bornemisza di Madrid occupa, rifacendo la propria struttura, gli spazi di un palazzo del secolo XIX; i musei di Arte Moderna e Architettura di Stoccolma si trovano a Skepholmen senza alterare il profilo dell'isola; il Museo di Belle Arti di Huston completa un campus museale che ha come protagonista un edificio di Mies; il Museo Beulas a Huesca allude al paesaggio col quale si fonde; l'amplificazione del Museo del Prado di Madrid aiuta l'edificio di Villanueva a proporre una nuova lettura dello stesso nella città; il Museo dell'Università di Navarra a Pamplona, infine, si apre con una collezione privata per terminare discorrendo gli altri edifici del campus. In occasione della cerimonia di premiazione, sarà anche pubblicato un catalogo scientifico inerente ai progetti della VI edizione del Premio Internazionale di Architettura Sacra. Nel catalogo sono raccolte le immagini, i disegni, le relazioni tecniche dei tre progetti vincitori e delle due menzioni, oltre alle motivazioni della Giuria, alle biografie degli architetti e a una piccola parte riservata agli altri partecipanti dell'edizione 2016. Il Premio Internazionale di Architettura Sacra è organizzato dalla Fondazione Frate Sole, e patrocinato da Enti locali e Istituti nazionali ecclesiastici e culturali come la Pontificia Commissione per i Beni Culturali Ecclesiastici della Santa Sede, il Ministero per i Beni e le Attività culturali, il Consiglio Nazionale degli Architetti, l'Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti della Provincia di Pavia, la Diocesi di Pavia, il Comune di Pavia, l'Università degli Studi di Pavia, l'Ufficio Nazionale dell'Edilizia di Culto, la Provincia S. Antonio dei Frati Minori.

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Giuseppe Viola. Equilibrio nell'estro
  Mostra

Dal 07/10/2016  Al 28/10/2016
 

La mostra è una retrospettiva dedicata al celebre artista scomparso nel 2010. Sono Allestiti in mostra 80 dipinti che ripercorrono la poetica artistica di Giuseppe Viola (1933-2010), abile artefice e virtuoso sperimentatore di tecniche e materiali. Il percorso espositivo si snoda tra le opere giovanili degli anni 50/60, dove prevalgono le influenze impressioniste, passando attraverso le differenti tematiche sociali rappresentate con caldi impulsi e cariche espressioniste, fino alle opere di matrice più geometrica, dalle quali nasce il "Movimento Imagista", di cui Viola è stato fondatore. Tra le opere esposte, compaiono anche lavori inediti come "Le bambole" (1963), "Il bacio" (1968/9), "Il pugile" – 1976/78), " Lotta di cavalli" (1968) collage imagista (esposizioni: Mantova, Palazzo Te - Napoli, Castel dell'Ovo), "La lotta dell'uomo" (1968) collage imagista con pelle e sughero (Esposizioni, Napoli, Castel dell'Ovo; Melzo, Palazzo Trivulzio). Giuseppe Viola – scrive nel testo di presentazione alla mostra la storica dell'arte Mariachiara Vidali – nonostante la complessità del suo prolifico percorso artistico, ha saputo mostrare una chiara quanto rara autonomia espressiva che non è rimasta imbrigliata, come spesso accade, nello scolasticismo stilistico delle correnti pittoriche di riferimento. Ne è efficace esemplificazione l'incontro di Viola con uno dei maestri indiscussi del novecento italiano, Filippo De Pisis. Come è naturale che sia, nelle opere di quel periodo, gli anni cinquanta, ne emergono prepotenti le influenze tecniche ed il richiamo al lessico depisisiano, che tuttavia sono stemperati nei termini di un loro superamento ed appaiono declinati nei limiti in cui consentono già di individuare le tracce di una ricerca concettuale propria. Allo stesso modo l'esperienza parigina, spesso rivelatasi nefasta per molti giovani artisti, è arricchimento delle potenzialità espressive nella quale Viola non soccombe con l'adesione passiva ad una delle egemoni correnti pittoriche, ma in cui al contrario coglie l'opportunità di estendere il suo percorso di ricerca, di meglio definire il proprio repertorio espressivo ed eliminare ogni possibile confine a quella peculiare sintassi simbolica che è il tratto distintivo del suo intero percorso pittorico. E' infatti a partire da quest'ultima, che sul finire degli anni 60' Viola, complice del felice sodalizio intellettuale con lo scrittore Dino Buzzati, dà vita al Manifesto Imagista; audace impresa di trasposizione in pittura dei dettami imagisti postulati ad inizio secolo dall'americano Ezra Pound, fino a qual momento rimasti di esclusiva pertinenza della poesia. (...) Viola continua inoltre la realizzazione di complementi d'arredo ispirati alla corrente Imagista. Dopo la poltrona imagista realizzata ed esposta a Palazzo Te, gli eredi dell'Archivio Giuseppe Viola in collaborazione con la interior designer Elisabetta Agostoni, 36 anni milanese ideatrice della poltrona Three for Fun esposta già al Fuori Salone di Milano, hanno ideato e creato una serie di tavolini di varie dimensioni smaltati e laccati, alcuni di questi visibili in mostra. Orari: giovedì e venerdì ore 16-19, sabato e domenica 10.30-12.30 - 16-19 Per informazioni: 02-90427685, 347-1658194 info.centrodiffusionearte@gmail.com

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Musei e Collezioni dell'Università di Pavia

E' la prima volta che viene realizzata una guida al Sistema Museale di Ateneo, una sorta di vademecum che illustra il patrimonio che ha connotato, nel corso del tempo, le attività culturali sviluppate presso l'Università di Pavia.

 

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