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MENTE CAPTUS spazi e silenzi dell'ex manicomio di Voghera
  Mostra

Dal 15/09/2017  Al 01/10/2017
 

Venerdì 15 settembre 2017, alle ore 19.00, inaugura nello Spazio per le Arti contemporanee del Broletto di Pavia la mostra "MENTE CAPTUS - spazi e silenzi dell'ex manicomio di Voghera", un progetto ideato e realizzato dalla fotografa Marcella Milani (Pavia, classe 1974). L'esposizione che rimane aperta al pubblico fino a domenica 1 ottobre 2017  è organizzata dal Settore Cultura del Comune di Pavia con il contributo di Fondazione Banca del Monte di Lombardia in collaborazione con la Scuola Civica d'Arte AR.VI.MA, con il Patrocinio della Provincia di Pavia e dell' Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Pavia e con il sostegno di Fondazione Mondino e ASST Pavia. Durante l'inaugurazione, l'artista Luca Collivasone effettuerà una performance di musica concreta attraverso l'uso del suo Cacophonator, creando un'atmosfera sonora che con la sua peculiarità accompagni la visione della mostra. "Una nuova occasione d'incontro con la grande fotografia, che nel 2017 sta vedendo da parte della città di Pavia un investimento senza precedenti – dichiara Giacomo Galazzo, assessore alla Cultura del Comune di Pavia - Siamo molto felici di dare il bentornata al Broletto a Marcella Milani: dopo il grande successo di Urbex, le sue immagini ci offriranno un' altra grande occasione. Il tema è dei più dolorosi e complessi, ma siamo convinti che l'arte debba essere un veicolo per stimolare la riflessione pubblica su questi argomenti" Il progetto fotografico si concentra sul vasto insieme di strutture che compongono l'ex manicomio di Voghera, edificato nel 1876 su una superficie totale di circa 83.000 metri quadrati, e che giace in stato di abbandono ormai dal 1998.  Si tratta di un patrimonio di significativo valore per la storia della città e della nostra provincia, sia quale mirabile esempio di architettura sanitaria ottocentesca, sia sotto il profilo culturale, per ciò che questo luogo di accoglienza e contenimento del disagio psichico ha rappresentato.  L'indagine fotografica vuole pertanto restituire attenzione e vita al luogo dimenticato, sulla scia del crescente affermarsi in campo artistico del movimento di Urban Exploration, che consiste proprio nell'esplorazione di spazi abbandonati al fine di cogliervi, attraverso un sapiente studio compositivo, immagini di intensa valenza emotiva.  Marcella Milani, fotografa professionista freelance (pubblica sulle più importanti testate nazionali) col suo occhio fotografico ha esplorato - in due anni di lavoro - e riportato alla luce questi spazi, raccontandoli  in mostra attraverso 60 immagini inedite in bianco e nero, senza trascurare l'intento storico-didascalico.  "Il lavoro fotografico - racconta Marcella Milani - sarà articolato in tre parti: 18 immagini dell'ex manicomio tratte da tre importanti archivi fotografici (Chiolini, Cicala e Fondo Bergonzoli) 60 immagini inedite in bianco e nero attuali della struttura e 15 dipinti realizzati nel passato da pazienti del manicomio. Inoltre saranno esposti tre teschi di pazienti su cui erano stati effettuati esperimenti scientifici, alcune strumentazioni mediche originariamente impiegate nel manicomio (aghi per la lobotomia e tamponi per l'elettrochoc),  e documenti di importanza storica e mai esposti, che si trovano attualmente conservati  presso l'archivio del Dipartimento di Salute Mentale di Voghera.  Si è voluto analizzare da una prospettiva psicologica l'impatto emotivo di questo luogo, mediante un lavoro di ricerca e approfondimento che si inscrive negli ambiti della psicologia ambientale e della cosiddetta fototerapia che negli ultimi decenni ha individuato proprio nella fotografia un potenziale strumento di lavoro su se stessi e sul proprio mondo affettivo.  Non da ultimo, auspico che questo lavoro possa contribuire ad animare eventuali progetti di recupero inducendo a riflettere sulle grandi potenzialità degli spazi oggi in disuso."  Le immagini in mostra costituiscono una selezione degli oltre diecimila scatti realizzati dall'artista nel corso di questi ultimi due anni. "Marcella ci introduce - scrive la psicologa Anna Cremante nel testo di presentazione alla mostra – in quell'atmosfera del nostro recente passato intrisa di miseria, contaminata dal dolore, ma anche suggestiva di una sostanza fortemente poetica, perché sembra ricordarci la possibilità di guardare al futuro con fiducia, la speranza di cambiare le cose, di vincere la rassegnazione." " Marcella Milani – scrive ancora Giorgio Boatti -  ha avuto forza e cuore impavido. Ha saputo stare, da sola, tra queste mura, ad aspettare il momento giusto per fermare immagini che rendono tutta la tristezza, il dolore, la sofferenza che vi hanno avuto dimora. Queste immagini ora ci interpellano".

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