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Carlo Forlanini e la prima vittoria sulla tubercolosi

dal 20/10/2018  al 23/03/2019
 

22 ottobre 2018 - 23 marzo 2019 Pavia, Sistema Museale di Ateneo - Museo per la Storia dell'Università, Strada Nuova 65 Il Sistema Museale dell'Università di Pavia celebra con una mostra allestita presso il Museo per la Storia il centenario dalla morte di Carlo Forlanini, il primo clinico a proporre un metodo di cura efficace per la tubercolosi polmonare: il pneumotorace artificiale. Carlo Forlanini, nato nel 1847 a Milano, fu prima studente, e allievo del Collegio Borromeo, poi docente dell'Università di Pavia. Interrotti gli studi per arruolarsi volontario nelle truppe garibaldine, partecipò alla battaglia vittoriosa di Bezzecca; rientrato a Pavia, i suoi studi sembrarono concentrarsi per un periodo sull'oftalmologia, per poi dirigersi con decisione sulla clinica e patologia respiratoria. Tragicamente rimasto orfano di madre, malata di tisi, in età infantile, si dedicò allo studio di metodologie per il trattamento della tubercolosi e giunse a proporre nel 1882 l'uso del pneumotorace artificiale a scopo curativo. Forlanini si adoperò quindi con costanza allo sviluppo della tecnica da lui ideata, disegnando egli stesso gli strumenti necessari, spesso consultandosi con il fratello ingegnere, Enrico, e supportato dal fratello Giuseppe, primario dell'Ospedale Maggiore di Milano. Fu solo nel 1912, tuttavia, al Congresso internazionale contro la tubercolosi tenutosi a Roma, che la validità del pneumotorace artificiale come terapia tubercolare riconosciuta ufficialmente. Il congresso coronò trenta anni di studio e di ricerca, che avevano portato grandi benefici ad innumerevoli pazienti. Nella sala per le mostre temporanee del Museo per la storia i visitatori verranno guidati attraverso una breve storia della tubercolosi nel corso dei secoli. Si parlerà dei sanatori, luoghi dalle caratteristiche architettoniche studiate appositamente per favorire il miglioramento delle condizioni di salute dei pazienti, e della vita che vi si svolgeva; si scopriranno i metodi di prevenzione e informazione messi in atto per fermare il diffondersi del morbo, con un'analisi delle campagne comunicative antitubercolari; la visita si concluderà infine con alcuni dati sull'incidenza della malattia oggigiorno. Nella mostra sarà possibile osservare gli strumenti ideati da Forlanini per indurre il pneumotorace artificiale e documenti originali del clinico. Uno spazio sarà dedicato a musica e letteratura, a testimonianza del profondo segno lasciato dalla malattia nell'arte. Il percorso sarà inoltre arricchito da una video presentazione di opere pittoriche e fotografiche che, spaziando per un arco di tempo di quattro secoli, rappresenterà aspetti emotivi ma anche terapeutici della malattia. Alcuni oggetti in esposizione provengono da importanti istituzioni di Pavia: Collegio Borromeo, di cui Forlanini era stato allievo dal 1864, Archivio storico dell'Università, Biblioteca Universitaria, Museo Camillo Golgi e Museo di Storia Naturale dell'Università, Musei Civici. L'inaugurazione avrà luogo sabato 20 ottobre 2018 alle ore 11 presso l'aula Scarpa (cortile dei caduti – palazzo centrale dell'Università di Pavia). Durante l'inaugurazione sarà inoltre presentato il volume "Il Morbo di Violetta: Carlo Forlanini e la prima vittoria sulla tubercolosi", un carnet de voyage con pagine imbastite a fisarmonica creato in collaborazione con l'editore Fiorina; il libretto costituisce un'utile guida ai contenuti della mostra. Orari di apertura lunedì e martedì dalle 14 alle 17 mercoledì – giovedì – venerdì dalle 9 alle 13 Aperture del sabato: 27 ottobre, 10 e 24 novembre, 15 e 29 dicembre, 12 e 26 gennaio, 9 e 23 febbraio, 9 e 23 marzo dalle 15.30 alle 18.30. L'ingresso alla mostra è incluso nel costo del biglietto di accesso al Museo. Per informazioni sugli orari di apertura, costi e visite guidate: http://musei.unipv.it  infomusei@unipv.it  0382986916

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immagine di una madre con in braccio il bambino
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dal 30/11/2018  al 30/03/2019
Via Giulotto 12
Via Giulotto 12, Pavia
 

La Residenza Universitaria Biomedica della Fondazione Collegio S. Caterina da Siena dedica al tema della maternità un ciclo di conferenze ed una mostra. Quest'ultima espone in tre sale circa 150 opere tra sculture, pitture, stampe, ceramiche e fotografie di varie epoche, provenienti da diversi Paesi del mondo: dalle immagini della Vergine Maria, Madre di Dio della tradizione cristiana, alle figure delle madri simbolo delle religioni orientali, dalle sculture dell'Africa subsahariana alle terrecotte dell'America precolombiana fino ai lavori di alcuni artisti pavesi contemporanei. Numerose fotografie, dalla fine dell'Ottocento agli anni Settanta del Novecento e alcuni scatti di fotografi contemporanei, completano il quadro delle aree geografiche e documentano la maternità in momenti di gioia, tenerezza, angoscia, fino a testimonianze della maternità perseguitata. Un ultimo settore propone scritti di famosi poeti, dedicati alla madre. 30 Novembre 2018 - 30 Marzo 2019 Lunedì - Venerdì, 14.00 - 18.30 Sabato, 10.00 - 12.00, ingresso gratuito Festivi su prenotazione - Visite guidate a richiesta Organizzata dalla Residenza Universitaria Bionedica (via Giulotto 12 PAVIA). La mostra rimarrà chiusa da Sabato 22 Dicembre 2018 a Sabato 5 Gennaio 2019 per le festività natalizie Informazioni: tel. 0382516762

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Immagine presa dalla locandina
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dal 03/02/2019  al 02/03/2019
Via Siro Comi 8
Via Siro Comi 8, Pavia
 

Lucio Passalacqua, in arte Luciop, è un fumettista e illustratore palermitano. Classe 1988, frequenta la scuola del Fumetto di Palermo e nel 2013 è tra i fondatori del collettivo Pee Show. Nel 2015 pubblica per Shockdom Benvenuti a Lalaland – volume 1 e, due anni dopo, Benvenuti a Lalaland – volume 2, candidato al premio Boscarato nella categoria miglior autore unico italiano. Collabora con Scomodo, Uomini nudi che corrono, Tatanka, This is not a love song e Jacobin Italia. Attualmente conduce un'esistenza nomade e incerta, con accampamento a Roma e la mappa dell'Universo sempre sott'occhio. INAUGURAZIONE 3 FEBBRAIO 2019 ORE 19.00 Sarà presente l'artista.

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Empatie/Contaminazioni
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Dialoghi tra materia e segno

dal 09/02/2019  al 10/03/2019
 

Eventi collaterali: Sabato 16 e domenica 17 febbraio: Workshop gratuiti di incisione.   Dopo la prima tappa alla Fabbrica del Vapore di Milano, Empatie/Contaminazioni, organizzata dall'Associazione Culturale Le Belle Arti - Progetto Artepassante, in collaborazione con il Museo Civico Floriano Bodini e l'Associazione Milanoprintmakers, si sposta al Castello Visconteo grazie alla collaborazione con il Settore Cultura, Istruzione e Politiche Giovanili del Comune di Pavia. Il progetto parte da un'analisi approfondita delle rilevanze linguistiche e delle tangenze culturali tra scultura e incisione prendendo in considerazione quattro artisti, Azuma, Bodini, Marini e Messina. Quaranta incisori contemporanei, selezionati da un comitato scientifico composto da Patrizia Foglia, Renato Galbusera, Diego Galizzi e Ivan Pengo, sono stati chiamati a confrontarsi con l'opera dei quattro maestri, creando un ideale percorso che unisce allievi e maestri. Quattro le sezioni della mostra, ognuna delle quali presenterà un'opera scultorea di uno dei quattro maestri, accompagnata dalle incisioni a lui ispirate. La mostra avrà carattere itinerante e sarà, successivamente, ospitata presso il Museo Civico Floriano Bodini di Gemonio e Palazzo Cittadini Stampa di Abbiategrasso. A completamento del Progetto, sono stati studiati da Milano Printmakers workshop a partecipazione gratuita destinati a fasce diverse, che si terranno nelle sedi espositive. L'iniziativa si inserisce nel progetto di valorizzazione del linguaggio incisorio intrapreso dai Musei Civici, che conservano l'importante collezione di grafica del marchese Luigi Malaspina di Sannazzaro.   Empatie/Contaminazioni Diaoghi tra materia e segno Inaugurazione sabato 9 febbraio ore 11.30 dal 9 febbraio al 10 marzo 2019 Musei Civici, Scuderie del Castello Visconteo Viale XI Febbraio 35, Pavia Orari: dal martedì al venerdì 10-13/14-18 sabato e domenica 11-19 Ingresso libero Per info: info.lebellearti@fastwebnet.it

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Vivian Maier. Street photographer
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dal 09/02/2019  al 05/05/2019
 

L'esposizione presenta oltre 100 immagini di una delle più singolari e misteriose figure di artista, definita la 'bambinaia-fotografa'. Dal 9 febbraio al 5 maggio 2019, le Scuderie del Castello Visconteo di Pavia rendono omaggio a Vivian Maier (1926-2009), una delle più singolari e misteriose figure di artista, la 'bambinaia-fotografa', recentemente ritrovata e definita una delle massime esponenti della cosiddetta street photography. La rassegna, curata da Anne Morin e da Piero Francesco Pozzi, è promossa dalla Fondazione Teatro Fraschini e dal Comune di Pavia, prodotta e organizzata da ViDi, in collaborazione con diChroma photography, John Maloof Collection, Howard Greenberg Gallery, New York. "La primavera del 2019 - afferma Giacomo Galazzo, assessore alla Cultura del Comune di Pavia e presidente Fondazione Teatro Fraschini - sarà l'occasione di una vera e propria celebrazione dell'arte fotografica, protagonista di un importante percorso culturale in questo mandato amministrativo. Lo concluderemo con una doppia iniziativa al Castello Visconteo, luogo strategico per la cultura e per la promozione della città". "Alle Scuderie - prosegue Giacomo Galazzo - con una rassegna su una firma celebre e amatissima e con una bella storia da raccontare, quella di Vivian Maier. In Sala mostre, invece, dopo la positiva esperienza pavese alla biennale di Jinan, ricambieremo la bella ospitalità ricevuta ospitando l'arte del Maestro Zeng Yi, che con i suoi scatti ci racconterà la Cina da un punto di vista diverso da quello più frequentato nella discussione pubblica. Ancora una volta, crediamo, l'arte e la cultura saranno uno straordinario veicolo di conoscenza reciproca". Il percorso espositivo propone un racconto per immagini composto da oltre cento fotografie in bianco e nero e a colori, oltre che da pellicole super 8 mm, in grado di descrivere Vivian Maier da vicino, lasciando che siano le opere stesse a sottolineare gli aspetti più intimi e personali della produzione dell'artista che, mentre era in vita, ha realizzato un numero impressionante di fotografie senza farle mai vedere a nessuno, come se volesse conservarle gelosamente per se stessa.   VIVIAN MAIER. Street photographer Pavia, Scuderie del Castello Visconteo (viale XI Febbraio, 35) 9 febbraio - 5 maggio 2019 Orari Dal martedì al venerdì: 10.00-13.00/14.00-18.00 Sabato, domenica e festivi: 10.00 - 19.00 (La biglietteria chiude un'ora prima) Biglietti Audioguida inclusa nel prezzo Intero: € 10,00; ridotto: € 8,00; Scuole: € 5,00 Informazioni e prenotazioni Tel. 02.36638600 | info@scuderiepavia.com | http://www.scuderiepavia.com/ Ufficio stampa CLP Relazioni Pubbliche - Anna Defrancesco | tel. 02 36 755 700 | anna.defrancesco@clponline.it | www.clp1968.it   Nata a New York da madre francese e padre austriaco, Vivian Maier (1926-2009) trascorre la maggior parte della sua giovinezza in Francia, dove comincia a scattare le prime fotografie utilizzando una modesta Kodak Brownie. Nel 1951 torna a vivere negli Stati Uniti e inizia a lavorare come tata per diverse famiglie. Una professione che manterrà per tutta la vita e che, a causa dell'instabilità economica e abitativa, condizionerà alcune scelte importanti della sua produzione fotografica. Fotografa per vocazione, Vivian non esce mai di casa senza la macchina fotografica al collo e scatta compulsivamente con la sua Rolleiflex accumulando una quantità di rullini così numerosa da non riuscire a svilupparli tutti. Tra la fine degli anni Novanta e i primi anni del nuovo millennio, cercando di sopravvivere, senza fissa dimora e in gravi difficoltà economiche, Vivian vede i suoi negativi andare all'asta a causa di un mancato pagamento alla compagnia dove li aveva immagazzinati. Parte del materiale viene acquistato nel 2007 da John Maloof, un agente immobiliare, che, affascinato da questa misteriosa fotografa, inizia a cercare i suoi lavori dando vita a un archivio di oltre 120.000 negativi. Un vero e proprio tesoro che ha permesso al grande pubblico di scoprire in seguito la sua affascinante vicenda. Con uno spirito curioso e una particolare attenzione ai dettagli, Vivian ritrae le strade di New York e Chicago, i suoi abitanti, i bambini, gli animali, gli oggetti abbandonati, i graffiti, i giornali e tutto ciò che le scorre davanti agli occhi. Il suo lavoro mostra il bisogno di salvare la "realtà" delle cose trovate nei bidoni della spazzatura o buttate sul marciapiede. Pur lavorando nei quartieri borghesi, dai suoi scatti emerge un certo fascino verso ciò che è lasciato da parte, essere umano o no, e un'affinità emotiva nei confronti di chi lotta per rimanere a galla. Alle Scuderie non mancano i celebri autoritratti in cui il suo sguardo severo riflette negli specchi, nelle vetrine e la sua lunga ombra invade l'obiettivo quasi come se volesse finalmente presentarsi al pubblico che non ha mai voluto o potuto incontrare. L'esposizione offre quindi, la possibilità di scoprire una straordinaria fotografa che con le sue immagini profonde e mai banali racconta uno spaccato originale sulla vita americana della seconda metà del XX secolo. Per tutta la durata della mostra una serie di incontri ed eventi permetteranno ai visitatori di approfondire l'opera di Vivian Maier e la storia della fotografia. Una mostra "family friendly" con un percorso creato ad hoc per i bambini, un kit didattico in omaggio da ritirare in biglietteria appositamente creato per la visita dei più piccoli. Inoltre, all'interno delle Scuderie, un'opera ad "altezza bambino" attende i giovani visitatori per un'esperienza immersiva a loro dedicata.

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Visite illustri all'Università di Pavia

dal 19/02/2019  al 06/04/2019
 

La documentazione fotografica, databile dai primi decenni del XX secolo fino agli esordi del XXI secolo, che l'Università pavese ha raccolto quale testimonianza degli eventi che hanno segnato la sua storia è stata recentemente acquisita dall'Archivio storico di Ateneo. Questi fototipi hanno offerto il punto di partenza per la mostra fotografico-documentaria Il tempo di uno scatto. Visite illustri all'Università di Pavia che verrà inaugurata il 19 febbraio p.v. alle ore 17.00 presso il Salone Teresiano della Biblioteca Universitaria. Fortemente voluta dall'Archivio storico, in particolare dal suo direttore Fabio Zucca, la mostra è stata ideata e curata da Roberta Manara, coadiuvata da Alessandra Baretta e Maria Piera Milani, in collaborazione con la Biblioteca Universitaria, l'Istituto per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea e il Centro interdipartimentale di ricerca e documentazione sulla storia del Novecento. La mostra rimarrà aperta fino al 6 aprile 2019. L'esposizione, attraverso più di un secolo di storia universitaria, segue il percorso illustrativo delle presenze di personaggi di grande rilevo, appartenenti al mondo della politica, della cultura e della scienza, ospiti dell'Ateneo pavese in occasione di eventi particolari, quali visite "politiche" all'Università e alla città, cerimonie accademiche, inaugurazioni di monumenti, convegni scientifici, conferimenti di lauree honoris causa. Difficile sintetizzare la miriade di personaggi che sfilano, parlano, posano nella grande quantità di scatti della mostra. Dai rappresentanti della famiglia regnante durante l'epoca del fascismo – il re Vittorio Emanuele III, il principe Umberto di Savoia, il duca d'Aosta Emanuele Filiberto di Savoia, il duca di Bergamo Adalberto di Savoia – si arriva fino ai grandi nomi della cultura e della politica – Benito Mussolini, Arrigo Solmi, Pietro De Francisci, Riccardo Del Giudice, Mariano D'Amelio, Giovanni Battista Bonino, Pietro Badoglio, Giuseppe Bottai – spesso omaggiati del prezioso riconoscimento della laurea honoris causa alle soglie del XXI secolo. Di notevole interesse anche i personaggi rappresentativi insigniti della Matricola ad honorem, ambito riconoscimento assegnato ad una personalità indiscussa nel campo delle arti, delle lettere e delle scienze nel corso del tradizionale ritrovo in Ateneo degli ex studenti pavesi: Norberto Bobbio, Federico Fellini, Giulio Natta, Enzo Ferrari etc. L'esposizione prosegue con un nucleo di immagini più recenti che arrivano fino ai giorni nostri, di presidenti, politici, religiosi, scienziati e letterati che, con il loro passaggio, hanno dato lustro all'Ateneo pavese come Luigi Einaudi, Giovanni Gronchi, Giovanni Spadolini, Indro Montanelli, papa Giovanni Paolo II, Rita Levi Montalcini, Carlo Rubbia, Riccardo Muti. Ma non possiamo dimenticarci che dietro all'obiettivo che ha immortalato questi momenti c'è spesso l'arte e la perizia di famosi fotografi che hanno svolto una preziosa opera per esaltare la gloria dell'Ateneo: Guglielmo Chiolini, Paolo Alessio, Luigi Nazari, Giuliano Carraro etc. Grandi professionisti che hanno saputo interpretare gli istanti gloriosi, talora forse retorici, ma testimonianze di eccezionale valore del rapporto tra l'Università, la città e la storia del nostro Paese. Di ogni scatto sono stati accuratamente descritti dalla curatrice il contesto e i personaggi, un lavoro attento e meticoloso che ha il pregio di offrire le chiavi d'accesso per l'interpretazione dell'evento rappresentato al grande pubblico. Fondamentale il percorso storico-didascalico che guida l'utente verso una conoscenza approfondita dei fatti, ripercorrendo le circostanze che diedero vita all'occasione della visita illustre, le programmazioni delle giornate, i dettagli delle ambientazioni e delle persone coinvolte. A corredo delle fotografie, compongono il quadro degli eventi l'esposizione delle testimonianze archivistiche che furono redatte in occasione della visita, oltre a quotidiani dell'epoca, al materiale documentario conservato dalla Biblioteca Universitaria e numerosi scatti provenienti dal Fondo fotografico dell'Istituto per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea di Pavia.

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La Cina di  ZENG YI
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Immagini di un recente passato

dal 23/02/2019  al 07/04/2019
 

Inaugurazione della mostra sabato 23 febbraio, ore 17.30. Tra i protagonisti della fotografia cinese dei decenni a cavallo tra XX e XXI secolo, Zeng Yi (nato nel 1949) ha documentato una Cina che oggi ci sembra contrastare con l'immagine tecnologica e iper-industrializzata di grandi megalopoli come Shangai, Pechino, Hong Kong. Quello che egli testimonia è, infatti, un paese di piccoli villaggi rurali, luoghi quasi del tutto abbandonati dagli adulti, partiti in cerca di fortuna per i grandi centri urbani, e abitati da vecchi e bambini che vivono in condizioni essenziali, ai margini di una società che, agli occhi del mondo, pare, invece, svilupparsi a ritmi di crescita esorbitanti. Originario dello Shandong, la culla del Confucianesimo, provincia costiera della parte più orientale della Repubblica Popolare Cinese, Zeng Yi ha fin da ragazzo coltivato l'ambizione di diventare fotografo, una passione trasmessagli dal padre insegnante, che gli aveva regalato un libro sui metodi e le tecniche fotografiche di Wu Yinxian, uno dei fotografi che ha coniato l'immagine pubblica di Mao. Dai primi anni '70, perfezionati le tecniche di sviluppo e i segreti del mestiere, Zeng attraversa in bicicletta le campagne dello Shandong e inizia a scattare foto di famiglia, di matrimoni e di bambini; via via si convince sempre più che la fotografia può essere usata non solo per registrare la bellezza dei paesaggi e l'espressività dei volti delle persone, ma anche per documentare la realtà sociale e prendere coscienza delle responsabilità e degli obblighi che ogni individuo ha nei confronti della comunità. Sono immagini prevalentemente (ma non solo) in bianco e nero, dove la qualità tecnica si accompagna sempre a un alto grado di umanità. Esse documentano la quotidianità delle comunità rurali attraverso una serie di ritratti di gruppo o di singoli - contadini, allevatori, pescatori, artigiani - colti nel contesto di una realtà che appare ancora dominata da usanze e costumi in netta antitesi con lo stile di vita dei centri urbani, una realtà a rischio di estinzione di cui occorre preservare la memoria.   La mostra di Zeng Yi è organizzata dal Settore Cultura, Istruzione e Politiche Giovanili del Comune di Pavia e ospitata al Castello Visconteo dal 23 febbraio al 7 aprile 2019. Vernice per la stampa alla presenza dell'artista venerdì 22 febbraio, ore 12.00. Inaugurazione della mostra sabato 23 febbraio, ore 17.30. Orari: da martedi a venerdi: 14.30 – 18.00; sabato e domenica 11.00 – 19.00 Biglietto: intero 4 €; gratuito per scolaresche, under 26, over 70, possessori Abbonamento Musei Lombardia Milano, soci ICOM. I visitatori della mostra di Zeng Yi hanno diritto al biglietto ridotto (8 €) per l'ingresso al-la mostra di Vivian Maier alle Scuderie del Castello Visconteo. Catalogo Nomos Edizioni a cura di Athos Angelo Collura e Susanna Zatti Testi critici di Xiang Qianli, Susanna Zatti, Ivan Quaroni, Athos Angelo Collura, Robert Pledge Per info: museicivici@comune.pv.it – cultura@comune.pv.it

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immagine con un dipinto su quadro ed in dipinto su sedia e loghi di organizzatori
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dal 11/03/2019  al 18/03/2019
 

il comitato soci coop Pavia, Il Corso di disegno e pittura "L'URLO", l'Associazione Onlus Aiutiamoci IL Sole di Pavia , organizzano in collaborazione con lo S.F.A. "Il Borgo"Comune di Pavia la mostra L'ENERGIA DEI SEGNI E DEI SOGNI Esporranno in Santa Maria Gualtieri Piazza della Vittoria N°4 a Pavia dall'11 al 18 marzo 2019 lunedì 11 alle ore 18 inaugurazione  orari: lunedì,martedì, mercoledì,giovedì dalle ore 10 alle ore 19 sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 19. L'ingresso è libero. I ragazzi dello SFA del Borgo di Pavia e gli allievi della scuola di pittura l'Urlo, allestiscono una mostra davvero speciale. Organizzati dal Comitato soci Coop zona di Pavia, il corso di disegno l'urlo e dall'Associazione Onlus aiutiamoci Il Sole, esporranno dipinti su tela e su sedia dove i sogni prenderanno forma e colore. Ancora una volta, l'arte, saprà superare ogni limite e confine. Vi aspettiamo per sognare insieme. Con questa mostra si vuole diffondere un messaggio sociale molto importante, dimostrare che realtà diverse possono entrare in sinergia collaborando insieme, facendo scoprire le capacità delle persone fino ad ora nascoste. L'ingresso è libero la mostra è rivolta a tutti. Per gruppi e scuole è possibile prenotare la visita al seguente cell 3475239849 Antonietta Orsi. La mostra è stata organizzata per diffondere un messaggio sociale, per fare incontrare realtà diverse sul nostro territorio.

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Foto artistica con paesaggio cittadino e testo descrittivo
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Mostra fotografica personale di Eliana Intruglio

dal 27/04/2019  al 28/04/2019
Via Paratici 25
Via Paratici 25, Pavia
 

Benvenuti all'evento ufficiale di Donna Vagabonda in viaggio - mostra fotografica personale di Eliana Intruglio. L'obiettivo di questa esposizione è quello di mostrare il mondo e le mete più belle visitate da Donna Vagabonda attraverso la macchina fotografica. Eliana Intruglio, Alias Donna Vagabonda, è una travelblogger e travelphotographer che viaggia da anni per scoprire le bellezze del nostro Pianeta e che cerca di raccontarle attraverso due modi: il blog Donnavagabonda.com e attraverso la fotografia. L'evento è totalmente gratuito, ad entrata libera. Di seguito, il programma: SABATO 27 APRILE -Ore 10:00 - Apertura della Mostra -Ore 11:00 - Presentazione delle Opere ed incontro con l'autrice -Ore 18:00 - Chiusura della Mostra DOMENICA 28 APRILE -Ore 10:00 - Apertura della Mostra -Ore 18:00 - Chiusura della Mostra

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