Gli ambienti del castello nel Quattrocento

11/03/2024  15:50

Musei Civici
Viale XI Febbraio 35, Pavia
Accessibile

Organizzato da

Musei Civici di Pavia
Telefono: 0382.399770
E-mail: museicivici@comune.pv.it
 
Musei Civici
Viale XI Febbraio 35, Pavia

Gli ambienti del castello come li potete vedere oggi sono il risultato di molteplici fasi e riadattamenti dell'edificio, a seconda dell'uso e della funzione cui furono adibiti nel corso dei secoli: da camere e sale destinate alla corte ducale e ai suoi uffici, a stanzoni di caserma tra Settecento e Ottocento, fino a spazi museali oggi.

Grazie ai documenti e ad alcune tracce - visibili solo ai più attenti osservatori - è possibile ricostruirne alcuni momenti.

Un esempio è proprio sopra la porta da cui siete usciti, passando dalla biglietteria al porticato: sopra la trave si legge una iscrizione, dipinta in nero su sfondo bianco.

È in caratteri gotici, con diverse abbreviazioni, che si possono sciogliere in: CAMERA DE PROTESTI.

La sala dove si trova oggi la biglietteria del museo era dunque un tempo sede dei pubblici ufficiali che si occupavano dell’amministrazione della giustizia.

Anche altre porte lungo il porticato (est e sud) conservano ancora iscrizioni dipinte: provate a cercarle!

Grazie a un documento del 1469 – una perizia effettuata dal pittore cremonese Bonifacio Bembo che doveva fare una sorta di valutazione di quali decorazioni avessero necessità di un rifacimento – possiamo attribuire agli ambienti una descrizione che prende le mosse dalle decorazioni che accoglievano, o dalla funzione attribuita al tempo.

 

 

Si possono così individuare: ***

- la camera dipinta ‘in verde’ (dove oggi si trova la Sala conferenze)

- la camera dipinta ‘a compassi’ (dove ora c’è la biglietteria) - questa tipologia, così definita per l’uso di cerchi e figure disegnate appunto col compasso – si ritrova in diverse sale del castello, così come doveva essere in altre residenze viscontee coeve, ed era detta anche ‘a tappezzeria’

- la camera ‘della munizione’ (l’attuale bookshop)

- la prigione (poi trasformata in Sala azzurra*** #§ 6?]

- un’altra camera ‘a compassi’ (la sala successiva alla Sala azzurra)

- la ‘camera di Gandolfo castellano’ (dal nome di Gandolfo Rossi, castellano sotto Galeazzo Maria Sforza, 1467-1476, era collocata in posizione strategica rispetto alla città, ovvero accanto all’ingresso sud del castello)

- l’antica Cappella*** (oggi occupata dall’ingresso della sezione Romanica)

- il forno (posto subito dopo la Cappella)

- la ‘beccaria’, ovvero la macelleria (situata in corrispondenza della sala della scultura rinascimentale)

- la camera ‘di raso’ (poi detta della Colombina***)

Per le camere al piano nobile, si veda oltre***.